"Il corpo non sbaglia" di Lidia Castellani
Intervista a Lidia Castellani, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro "Il corpo non sbaglia".
di Luca Signorini
Cara Lidia, innanzitutto ti ringrazio per aver concesso l’intervista in anteprima ai lettori di Yabooks, è il segno evidente dell’attenzione con la quale ci segui, ma anche dell’importanza della nostra comunità.
D. Veniamo alle domande: “Mamma senza paracadute” il tuo precedente romanzo, tra l’altro di grande successo, raccontava la lotta interiore di una donna che inaspettatamente si trova ad affrontare il passaggio che la porterà a essere mamma. In questo tuo nuovo romanzo “Il corpo non sbaglia” , affronti temi sull’interiorità femminile a “tutto tondo”: l’amore difficile fino alla violenza, il tradimento, la solitudine, la voglia di ricominciare e di riprendere in mano la vita. Da dove nasce questo desiderio di esplorare questo complesso universo che è l’anima delle donne?
R. L’anima delle donne è quella che conosco meglio, non solo perché anch’io sono una donna ma soprattutto perché tra donne si parla spesso di argomenti personali, legati alla vita interiore. Immancabilmente tra amiche la conversazione prima o poi si sposta sulla sfera privata, quella dei sentimenti. E’ da qui che nasce questo romanzo. Dal fatto che a un certo punto mi sono accorta che un tratto comune a molte mie amiche è l’infelicità amorosa. Me ne sono accorta in maniera definitiva la mattina in cui una di loro mi ha sorriso dalle locandine dei giornali locali. Suo malgrado era diventata celebre per essere stata uccisa dal marito nel sonno. A lei ho dedicato questo libro.
D. Adesso una domanda da manuale, anche se in questo caso mi incuriosisce veramente, perché hai scelto come titolo “Il Corpo non sbaglia”?
R. Per risponderti dobbiamo fare un passo indietro e spendere qualche parola sulla psicologia della protagonista del romanzo, Elisa, che a un certo punto, per una serie di coincidenze, scopre che suo marito ha una relazione con un’altra. La storia di questo tradimento che è centrale nel libro, assomiglia alla storia di tutti i tradimenti. ‘E’ una scopata senza importanza,’ si giustifica lui, ‘senza alcun seguito.’ Ma Elisa si tormenta e comincia a oscillare pericolosamente tra il tarlo devastante del sospetto che rode ogni momento delle sue giornate e il bisogno di credere alle parole dell’uomo che ama. Tutto quello che era la sua vita fino al giorno del tradimento perde d’importanza. Perfino la sua casa le è estranea, le sembra di soffocare. Apre l’armadio e scopre di non sapersi più nemmeno vestire. Al posto del compagno di sempre c’è un elefante che non sta attento a dove mettere i piedi. Quello che era il suo progetto di vita, la famiglia, diventa un incubo. Perfino il suo lavoro le sembra insopportabile. Resta soltanto la fatica, l’insostenibile fatica di arrivare a sera.
Per trovare la via d’uscita da questa labirinto che è diventata la sua vita sarà il corpo a mandarle i segnali giusti, e il corpo non sbaglia.
D. La storia parte da un fatto di cronaca, un fatto realmente accaduto a Firenze un paio di anni fa per arrivare a puntare il dito contro gli episodi di violenza sulle donne. Un fenomeno tristemente in crescita se è vero che rappresentano la principale causa di morte delle donne tra i 14 ed i 44 anni. La realtà è quindi la tua principale fonte di ispirazione?
R. Ogni libro ha una sua genesi... stavo scrivendo questa storia di fantasia incentrata sul tradimento e sulle possibilità di riscatto dall’infelicità amorosa quando è stata uccisa una signora che conoscevo bene. Un caso di cronaca quasi banale nella sua agghiacciante frequenza. Solo che io quella donna la conoscevo da vicino. E senza che me ne accorgessi la storia della sua morte si è infilata tra le righe del romanzo trasformandosi nel sasso che ha messo in moto la valanga destinata a sconvolgere la vita delle altre abitanti del palazzo, tra le quali c’è anche la protagonista.
Sullo sfondo c’è Firenze, sempre presente, ma non solo con le sue lusinghe di bellezza.
D. A chi si rivolge questo libro, per chi lo hai scritto?
R. L’ho scritto pensando a tutti quelli che soffrono per amore e imperterriti continuano a picchiare contro il proprio dolore come mosche contro un vetro chiuso.
“E se la felicità non fosse in quell’amore, dove l’abbiamo sempre cercata?” E’ la domanda che la protagonista rivolge alle amiche prima di riuscire a dimostrare a se stessa e a loro che un riscatto dall’infelicità è sempre possibile. E’ così che questo romanzo dopo aver smascherato i meccanismi che rendono possibili gli amori infelici diventa un inno alla vita e alla capacità che hanno le donne di ricominciare, sempre, magari anche partendo da un nuovo taglio di capelli.
D. Lara, un altro personaggio del tuo romanzo, decide di dichiarare battaglia contro tutte le assurdità che si compiono in nome dell’amore. Questo suo atteggiamento non è in realtà l’ammissione di una sconfitta?
R. Si, se per amore si intende l’amore che ci fa sembrare normale qualsiasi sofferenza, che giustifica qualsiasi sacrificio anche quello estremo, della vita. ‘E’ una piaga sociale contro la quale non si fa nulla,’ dice a un certo punto Lara che si batte contro la disponibilità ad accettare relazioni fondate sull’infelicità e sulla mancanza di rispetto che ancora oggi troppe donne scambiano per amore.
D. Non voglio svelare la fine del romanzo, ma personalmente credo che l’esperienza finale di Elisa sia la testimonianza che quando una donna decide, può cambiare qualsiasi cosa. Molte donne però non riescono ad uscire dal loro labirinto, Elisa dove ha trovato questa forza?
R. Per riuscire a capire quello che le sta succedendo, Elisa a un certo punto decide di allontanarsi da casa e si rifugia a Pianosa, incantevole isola quasi deserta dell’arcipelago toscano dove incontra personaggi particolari, quasi tutti naufraghi dell’esistenza, come lei. Il silenzio e la solitudine dell’isola l’aiuteranno a trovare la forza ma non posso dirti né dove né come...
D. Hai in programma presentazioni del tuo libro a breve? Se si, ci dici dove possiamo incontrarti?
R. La prima presentazione sarà venerdì 18 a Empoli in occasione della manifestazione virus-libri, al Chiostro degli Agostiniani, alle 21. A Firenze presenterò il libro il 30 giugno alle ore 18,30 alla libreria Melbookstore di via de’ Cerretani. E lì ti aspetto, insieme agli amici di Yabooks.
D. L’altra volta quando ti ho intervistato per ‘Mamma senza paracadute’ alla fine dell’intervista mi hai sorpreso invitandomi a un tavolo di donne in occasione dell’8 marzo alle Oblate di Firenze, ora sta a me sorprenderti con una proposta. Che ne dici di tenere una sorta di filo diretto con gli iscritti al sito di Yabooks, che come ben sai è una comunità virtuale di persone amanti della lettura? Penso a una rubrica mensile incentrata sulle tue letture?
R. Dico che è una bella sfida. L’altra volta sei stato tu a sorprendermi per il tuo coraggio. Non solo sei venuto al tavolo di sole donne ma hai anche strappato applausi a scena aperta. L’idea di mi piace. Con il vostro aiuto ma soprattutto con l’energia di tutti gli amanti della lettura proverò a fare del mio meglio..
Grazie davvero della disponibilità ed in bocca al lupo per il tuo “Il corpo non sbaglia” che dal 17 giugno sarà in tutte le librerie d’Italia.
di Luca Signorini




