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| di ombraluce pubblicato il 2011-09-23 14:51:02 | ||
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Un marito e un amante, e poi un altro amante. Un amante per cui si abbandona tutto. L'amante per cui si abbandona tutto è Dio, per una fede non voluta e non cercata, ma arrivata così, quasi per caso, e poi perseguita con le tutte le proprie risorse. Solo che è un Dio geloso, il Dio della Bibbia piuttosto che quello cristiano, ed è il Dio dei cattolici, ma come lo vedono i riformati inglesi. Un Dio che si prende una volontà per un voto fatto sotto l'impulso della paura, uno di quei voti che ognuno fa un migliaio di volte al giorno, e quando si accorge che quel voto può essere infranto, si prende la vita intera. Un Dio geloso, vendicativo e insensato, come del resto è insensato tutto il concetto di Dio. Il libro è altalenante, la prima parte è un po' lenta, e l'ultima parte troppo astiosa per alcuni versi e troppo salvifica nella sua pretesa di miracoli per altri versi, mentre la parte centrale, che contiene il diario di Sara, è la più viva e fresca. La traduzione è arcaica, e non all'altezza in diversi punti. |
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