"DONNE"
Informazioni del gruppo
Categoria:
Nome:
"DONNE"
Descrizione:
Ci proviamo di nuovo, è il nuovo gioco di YB per coloro che hanno il coraggio di mettersi un po' a nudo. Ci avviciniamo all'otto marzo, quindi giochiamo offrendo un omaggio alla "Donna", ispiratrice di versi immortali, universo variegato, misterioso, meraviglioso e indispensabile. Generatrice di vita e causa di grandi dolori e felicità.
E questa volta che i versi siano almeno "otto" il segno dell'infinito come infinito è il mondo femminile.
Creato:
Lunedì 01 Marzo 2010
Creatore:
Bacheca
Cristina Orlandi,
2010-04-19 14:29:15
Libro ricevuto stamattina!
Grazie, grazie ancora!
Segue foto al più presto!
Grazie, grazie ancora!
Segue foto al più presto!
Cristina Orlandi,
2010-03-19 10:31:31
Grazie! Grazie di cuore! Gentilissimi! Vi voglio bene! Un gigantesco bacio. Cri
cinzia,
2010-03-08 03:39:57
Tu sei la luce che illumina le mie notti infinite
sei l’abbraccio che cerco ogni volta che tremo
sei i miei pensieri di pace in questa vita di guerra
sei tutto il bello che vedo nel riflesso del mare
Tu sei verità nell’ipocrisia del mondo.
Solo tu figlia, madre, amica, amante ...semplicemente DONNA.
sei l’abbraccio che cerco ogni volta che tremo
sei i miei pensieri di pace in questa vita di guerra
sei tutto il bello che vedo nel riflesso del mare
Tu sei verità nell’ipocrisia del mondo.
Solo tu figlia, madre, amica, amante ...semplicemente DONNA.
francesca,
2010-03-07 12:48:45
DONNE
SGUARDI INTENSI AMANTI DELL'AMORE
ROCCE IN GRADO DI SOGNARE
COI PIEDI PER TERRA PROVANO A VOLARE
RIDONO ALA VITA ED ARDONO DI PASSIONE
EQUILIBRISTE SULL'ALTALENA DEL PROPRIO CUORE.
DONNE
PERLE AL COLLO DI LACRIME D'ANGOSCIA
CHE SANNO ASCOLTARE E RIUSCIRE A CAPIRE
CHE FANNO SILENZIO E VORREBBERO URLARE
CHE DONANO UN SORRISO MA CELANO UN DOLORE
CHE FANNO UNA CAREZZA IN GRADO DI CURARE.
DONNE
OCCHI SPENTI SENZA INCANTO
SE FINGONO D'AMARE E' PERCHE' LE HAI FERITE
SE COMMETTONO UN ERRORE PIANGONO D'AMORE
SE HANNO FALLITO RIPRENDONO A LOTTARE.
DONNE
DI VARIO SPESSORE E DI VARIO COLORE
MODERNE EROINE DI UN MONDO MIGLIORE.
SGUARDI INTENSI AMANTI DELL'AMORE
ROCCE IN GRADO DI SOGNARE
COI PIEDI PER TERRA PROVANO A VOLARE
RIDONO ALA VITA ED ARDONO DI PASSIONE
EQUILIBRISTE SULL'ALTALENA DEL PROPRIO CUORE.
DONNE
PERLE AL COLLO DI LACRIME D'ANGOSCIA
CHE SANNO ASCOLTARE E RIUSCIRE A CAPIRE
CHE FANNO SILENZIO E VORREBBERO URLARE
CHE DONANO UN SORRISO MA CELANO UN DOLORE
CHE FANNO UNA CAREZZA IN GRADO DI CURARE.
DONNE
OCCHI SPENTI SENZA INCANTO
SE FINGONO D'AMARE E' PERCHE' LE HAI FERITE
SE COMMETTONO UN ERRORE PIANGONO D'AMORE
SE HANNO FALLITO RIPRENDONO A LOTTARE.
DONNE
DI VARIO SPESSORE E DI VARIO COLORE
MODERNE EROINE DI UN MONDO MIGLIORE.
Patrizia Targani Iachino,
2010-03-03 17:03:01
Ciao, spero sia il posto giusto per inserire il mio testo per l'otto marzo in onore delle donne ma soprattutto per quelle che, come me, hanno subito o subiscono tuttora violenza. Per molte di loro non esiste un giorno da festeggiare e questo brano è stato scritto per non dimenticarle! Un baciolones di speranza a tutte! Pat
IL SILENZIO DELLE INNOCENTI
Il dolore dentro, acuto come una lama di coltello.
La paura dentro, che ti blocca ogni flusso di vita come una freccia al curaro.
La rabbia dell’impotenza dentro, che t’impregna come la sabbia beve l’onda del mare.
Il terrore negli occhi dentro, impresso come una fotografia indistruttibile. Tutto è murato dentro di te e il ricordo di quello che ti è accaduto ti accompagnerà per sempre, impedendoti di vivere serena.
E come potresti? La tua vita è finita quel giorno, in quello stesso attimo in cui hai provato quelle sensazioni: dolore, paura, rabbia, impotenza, ed infine vergogna e senso di colpa.
Violentata, violentata ancora anche da te stessa, perché forse potevi evitarlo, e non lo hai fatto; perché avresti dovuto reagire, e non lo hai fatto; o ancora perché forse lo hai provocato, e questo pensiero ti tormenta, credendo in cuor tuo d’averlo fatto.
Sei morta quel giorno e non riesci a sopportare di continuare a vivere portandoti ancora addosso l’odore del tuo violentatore.
Il tuo corpo ti costringe a vivere, nonostante tutto.
Le tue labbra sorridono, nonostante tutto.
Le tue mani accarezzano, nonostante tutto, ma dentro di te sai che qualcosa è cambiato, che non sarai mai più la stessa e che mai più ritornerai ad essere quella di prima.
Seppellisci il dolore e il male che ti hanno inflitto nel tuo sarcofago, colorandolo come gli Egizi d’oro e di blu, ma per te i colori non esistono più. Fingi di vivere, interpretando i ruoli che la vita, di volta in volta, t’impone: figlia, moglie, madre. Reciti una parte puntando all’Oscar, impegnando tutta te stessa per dimenticare.
A volte ci riesci, a volte no. L’onda del dolore ti travolge, soffocandoti tra le sue spire. Basta un nulla per infrangere il delicato cristallo che ti separa dal passato: una scena violenta in un film, la mano del tuo uomo un po’ troppo pesante; a volte è sufficiente un respiro per far crollare quella sottile lastra.
Allora ti chiudi in un angolo della casa e cominci a piangere, a piangere e a piangere ancora, anche se credevi di non avere più lacrime, anche se ti eri promessa di non farlo più, anche se avevi cercato di congelare dentro di te il dolore con la speranza di non farlo più tornare a galla.
Ma lui, inesorabile e spietato, ritorna, riaffiorando come un pesce morto in uno stagno, inabissandoti ancora una volta nel baratro del silenzio.
Patrizia Targani Iachino
IL SILENZIO DELLE INNOCENTI
Il dolore dentro, acuto come una lama di coltello.
La paura dentro, che ti blocca ogni flusso di vita come una freccia al curaro.
La rabbia dell’impotenza dentro, che t’impregna come la sabbia beve l’onda del mare.
Il terrore negli occhi dentro, impresso come una fotografia indistruttibile. Tutto è murato dentro di te e il ricordo di quello che ti è accaduto ti accompagnerà per sempre, impedendoti di vivere serena.
E come potresti? La tua vita è finita quel giorno, in quello stesso attimo in cui hai provato quelle sensazioni: dolore, paura, rabbia, impotenza, ed infine vergogna e senso di colpa.
Violentata, violentata ancora anche da te stessa, perché forse potevi evitarlo, e non lo hai fatto; perché avresti dovuto reagire, e non lo hai fatto; o ancora perché forse lo hai provocato, e questo pensiero ti tormenta, credendo in cuor tuo d’averlo fatto.
Sei morta quel giorno e non riesci a sopportare di continuare a vivere portandoti ancora addosso l’odore del tuo violentatore.
Il tuo corpo ti costringe a vivere, nonostante tutto.
Le tue labbra sorridono, nonostante tutto.
Le tue mani accarezzano, nonostante tutto, ma dentro di te sai che qualcosa è cambiato, che non sarai mai più la stessa e che mai più ritornerai ad essere quella di prima.
Seppellisci il dolore e il male che ti hanno inflitto nel tuo sarcofago, colorandolo come gli Egizi d’oro e di blu, ma per te i colori non esistono più. Fingi di vivere, interpretando i ruoli che la vita, di volta in volta, t’impone: figlia, moglie, madre. Reciti una parte puntando all’Oscar, impegnando tutta te stessa per dimenticare.
A volte ci riesci, a volte no. L’onda del dolore ti travolge, soffocandoti tra le sue spire. Basta un nulla per infrangere il delicato cristallo che ti separa dal passato: una scena violenta in un film, la mano del tuo uomo un po’ troppo pesante; a volte è sufficiente un respiro per far crollare quella sottile lastra.
Allora ti chiudi in un angolo della casa e cominci a piangere, a piangere e a piangere ancora, anche se credevi di non avere più lacrime, anche se ti eri promessa di non farlo più, anche se avevi cercato di congelare dentro di te il dolore con la speranza di non farlo più tornare a galla.
Ma lui, inesorabile e spietato, ritorna, riaffiorando come un pesce morto in uno stagno, inabissandoti ancora una volta nel baratro del silenzio.
Patrizia Targani Iachino
Cristina Orlandi,
2010-03-03 00:38:29
8 marzo per la vita.
8 marzo per la libertà
8 marzo per il rispetto
8 marzo per la dignità
Ogni giorno dovrebbe essere l’8 marzo. Da subito.
E’ da troppo tempo che noi donne subiamo angherie di ogni tipo.
Di queste, la più vergognosa, lo stupro.
Non è detto che per stuprare una donna sia necessario costringerla con la forza ad un atto sessuale.
La si può violentare anche nei sentimenti.
I maniaci dell’anima sono altrettanto spietati, altrettanto crudeli, altrettanto pericolosi.
Ogni giorno tentano di rinchiuderci nel loro recinto di bugie.
Vogliono farlo perché non amano la vita.
Sanno di essere dei falliti, quindi vogliono distruggerci, in quanto vedono in noi il simbolo della natura generatrice.
Sanno di esserci inferiori, almeno nell’intelletto, quindi vogliono toglierci ogni libertà di pensiero e di parola.
Sanno di non poter provare sentimenti profondi, quindi mentono facendoci credere il contrario
finché possibile, per poi schernirci crudelmente quando ci sentiamo a loro legate da un sentimento.
Ci danno e ci tolgono, ci illudono e deludono, perché non hanno rispetto.
Sanno che la nostra felicità può a volte dipendere dai loro capricci, quindi si divertono a dire e contraddire, fino a farci perdere la ragione.
Gli stupratori dell’anima hanno paura di noi. Per questo vogliono rinchiuderci.
Non facciamoci rinchiudere, vogliono darci fuoco.
8 marzo per il ricordo.
Ogni donna è delicata come un fiore… è facile calpestarla.
8 marzo per il futuro
Ogni donna è robusta e tenace come una pianta, che ogni volta trova la forza di ricrescere.
8 marzo per la libertà
8 marzo per il rispetto
8 marzo per la dignità
Ogni giorno dovrebbe essere l’8 marzo. Da subito.
E’ da troppo tempo che noi donne subiamo angherie di ogni tipo.
Di queste, la più vergognosa, lo stupro.
Non è detto che per stuprare una donna sia necessario costringerla con la forza ad un atto sessuale.
La si può violentare anche nei sentimenti.
I maniaci dell’anima sono altrettanto spietati, altrettanto crudeli, altrettanto pericolosi.
Ogni giorno tentano di rinchiuderci nel loro recinto di bugie.
Vogliono farlo perché non amano la vita.
Sanno di essere dei falliti, quindi vogliono distruggerci, in quanto vedono in noi il simbolo della natura generatrice.
Sanno di esserci inferiori, almeno nell’intelletto, quindi vogliono toglierci ogni libertà di pensiero e di parola.
Sanno di non poter provare sentimenti profondi, quindi mentono facendoci credere il contrario
finché possibile, per poi schernirci crudelmente quando ci sentiamo a loro legate da un sentimento.
Ci danno e ci tolgono, ci illudono e deludono, perché non hanno rispetto.
Sanno che la nostra felicità può a volte dipendere dai loro capricci, quindi si divertono a dire e contraddire, fino a farci perdere la ragione.
Gli stupratori dell’anima hanno paura di noi. Per questo vogliono rinchiuderci.
Non facciamoci rinchiudere, vogliono darci fuoco.
8 marzo per il ricordo.
Ogni donna è delicata come un fiore… è facile calpestarla.
8 marzo per il futuro
Ogni donna è robusta e tenace come una pianta, che ogni volta trova la forza di ricrescere.
eliana,
2010-03-02 10:46:32
...Quando ti avevo in grembo ho desiderato con tutta me stessa che tu fossi DONNA... donna per amare, per sentire, per parlare, per ascoltare, per dare un senso alla vita stessa, per lottare, per perdonare, per coccolare, per sopportare, per commuoversi come solo una Donna sa fare.. per sentire un domani il cuore di una nuova vita nel tuo grembo...che riempirà il tuo cuore d'AMORE ...questo è essere donna
Luca,
2010-03-01 20:12:00
fortuna
Il sole sta accarezzando tiepidamente i tetti di Firenze ed io mi sto gustando con i gomiti appoggiati sul davanzale della finestra aperta la sigaretta più importante della giornata, quella dopo il caffè.
E' l'otto marzo e dal quarto piano del mio bilocale di via Por Santa Maria guardo la vita sotto di me che ha iniziato a pulsare. C'è una donna con una carrozzina che viene superata velocemente da un uomo incravattato con il cellulare all'orecchio, seguito alla stessa velocità da una donna in Tallieur grigio e la solita appendice elettronica attaccata alla guancia.
Paola, la mia compagna sta per uscire, è eccitata, sta andando alla manifestazione con le sue amiche. E' presto ancora ma è una occasione importante per chi crede ancora “veramente” nei valori che l'otto marzo rappresenta. Mi da un bacio fugace sulle labbra, mi saluta e scappa via. Mentre esce le guardo con invidia il primo gonfiore del suo ventre, nostro figlio ha tre mesi, e provo invidia, io non saprò mai cosa significa avere una vita dentro. Spengo la sigaretta e mi volto nuovamente fuori. I due automi sono scomparsi, la donna con la carrozzina è ancora li, piegata a guardare la propria meraviglia. Accendo la televisione, in Iraq ci sono stati altri attentati. Guardo nuovamente fuori, la donna ha ripreso lentamente il proprio cammino e penso a quanto siamo fortunati, a quanto sia fortunato il genere umano, almeno le donne non potranno mai essere completamente come noi.
Il sole sta accarezzando tiepidamente i tetti di Firenze ed io mi sto gustando con i gomiti appoggiati sul davanzale della finestra aperta la sigaretta più importante della giornata, quella dopo il caffè.
E' l'otto marzo e dal quarto piano del mio bilocale di via Por Santa Maria guardo la vita sotto di me che ha iniziato a pulsare. C'è una donna con una carrozzina che viene superata velocemente da un uomo incravattato con il cellulare all'orecchio, seguito alla stessa velocità da una donna in Tallieur grigio e la solita appendice elettronica attaccata alla guancia.
Paola, la mia compagna sta per uscire, è eccitata, sta andando alla manifestazione con le sue amiche. E' presto ancora ma è una occasione importante per chi crede ancora “veramente” nei valori che l'otto marzo rappresenta. Mi da un bacio fugace sulle labbra, mi saluta e scappa via. Mentre esce le guardo con invidia il primo gonfiore del suo ventre, nostro figlio ha tre mesi, e provo invidia, io non saprò mai cosa significa avere una vita dentro. Spengo la sigaretta e mi volto nuovamente fuori. I due automi sono scomparsi, la donna con la carrozzina è ancora li, piegata a guardare la propria meraviglia. Accendo la televisione, in Iraq ci sono stati altri attentati. Guardo nuovamente fuori, la donna ha ripreso lentamente il proprio cammino e penso a quanto siamo fortunati, a quanto sia fortunato il genere umano, almeno le donne non potranno mai essere completamente come noi.
kiara,
2010-03-01 20:02:08
La DONNA:è un essere speciale,specchio di dolcezza,sensibilità,maternità.E' simbolo di forza...una forza capace di superare ostacoli,anche i più grandi...una forza in grado di asciugare lacrime,le più amare.La donna non solo sa rialzarsi dopo una caduta..riesce anche ad andare avanti,a ricominciare,a costruire...
sa elaborare un abbandono...
sa trasformare quello che sembrava un addio,in un incontro.
La donna è vita,
vita che non muore mai...
(scusate la ripubblico,non sono riuscita a cancellare la prima versione,ma mi sono accorta che conteneva qualche errore....)
sa elaborare un abbandono...
sa trasformare quello che sembrava un addio,in un incontro.
La donna è vita,
vita che non muore mai...
(scusate la ripubblico,non sono riuscita a cancellare la prima versione,ma mi sono accorta che conteneva qualche errore....)
kiara,
2010-03-01 19:54:30
La DONNA:è un essere speciale,specchio di dolcezza,sensibilità,materintità.E' simbolo di forza...una forza capace di superare ostacoli,anche i più grandi...una forza in grado di asciugare lacrime,le più amare.La donna non solo sa rialzarsi dopo una caduta..riesce anche ad andare avanti,a ricominciare,a costruire...
sa elaborare un abbandono...
sa trasformare quello che sembrava un addio,un incontro.
La donna è vita,
vita che non muore mai...
sa elaborare un abbandono...
sa trasformare quello che sembrava un addio,un incontro.
La donna è vita,
vita che non muore mai...
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