Poesia
Informazioni sul gruppo
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Nome:
Poesia
Descrizione:
Se riuscite a trasmettere con l'arte della parola le vostre emozioni o se volete provarci,questo è il gruppo per voi.Scrivete le vostre poesie e le pubblicheremo.
Creato:
Martedì 10 Novembre 2009
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Bacheca
Angela Morelli,
2010-02-15 14:36:18
IL BUIO DELLA NOTTE
Ho sognato che stavo male,
la testa girava,
il cuore affannava.
Ho chiamato aiuto.
Sono venuti
vestiti di arancione,
visi sconosciuti.
Tu non eri tra loro,
neanche nel sogno
vieni più.
Ma nella mia testa
e nel mio cuore
ci sei sempre.
E’ per questo
che sto così male,
anche quando
sono sveglia.
Ho sognato che stavo male,
la testa girava,
il cuore affannava.
Ho chiamato aiuto.
Sono venuti
vestiti di arancione,
visi sconosciuti.
Tu non eri tra loro,
neanche nel sogno
vieni più.
Ma nella mia testa
e nel mio cuore
ci sei sempre.
E’ per questo
che sto così male,
anche quando
sono sveglia.
cinzia,
2010-02-11 12:04:42
Chi sei ? Da dove provieni? Chi ti ha mandato qui ..
Sul mio sentiero …nei miei pensieri..
Angelo mio che mi hai insegnato a volare
Luce del mattino che mi hai strappato dalle tenebre
Prima stella della sera che hai riacceso i miei desideri
Per te ruberò al cielo un po’ della sua bellezza e te la donerò perché tu possa assaporarne la sua immensità
Per te ruberò al sole un po’ del suo calore e te lo donerò affinché tu non conosca mai il gelo del cuore
Per te ruberò al vento un soffio e te lo donerò perchè tu possa allontanare via il dolore quando ti cercherà
A te che brilli di luce intensa , che ami con incoscienza che vivi la tua essenza.
Sul mio sentiero …nei miei pensieri..
Angelo mio che mi hai insegnato a volare
Luce del mattino che mi hai strappato dalle tenebre
Prima stella della sera che hai riacceso i miei desideri
Per te ruberò al cielo un po’ della sua bellezza e te la donerò perché tu possa assaporarne la sua immensità
Per te ruberò al sole un po’ del suo calore e te lo donerò affinché tu non conosca mai il gelo del cuore
Per te ruberò al vento un soffio e te lo donerò perchè tu possa allontanare via il dolore quando ti cercherà
A te che brilli di luce intensa , che ami con incoscienza che vivi la tua essenza.
Pierpaolo Annunziata,
2010-02-05 21:56:06
Parole di un'amica
" Pensa a me, adesso che senti di avere
una bocca di sale, arida di parole,
avida di silenzio. Pensa a me che
ho deposto vento tra le tue braccia
e sei stato vela. Pensa a me dentro
i tuoi occhi, nelle tue ore assetate
di luce in cui mi hai dato rifugio.
Pensa a me, egoista e codarda
mentre ancora baratto lacrime senza voce
con un tuo abbraccio muto."
" Pensa a me, adesso che senti di avere
una bocca di sale, arida di parole,
avida di silenzio. Pensa a me che
ho deposto vento tra le tue braccia
e sei stato vela. Pensa a me dentro
i tuoi occhi, nelle tue ore assetate
di luce in cui mi hai dato rifugio.
Pensa a me, egoista e codarda
mentre ancora baratto lacrime senza voce
con un tuo abbraccio muto."
Sofia Leone,
2010-01-28 00:04:14
Pierpaolo la tua poesia triste ha un epilogo speranzoso...la speranza che,lasciandosi il dolore alle spalle,si possa continuare il cammino,trovando la luce che lo illuminerà di nuovo.
Sofia Leone,
2010-01-28 00:02:11
Roberto la tua ironia è unica,il tuo stile è decisamente originale pungente in modo divertente.Bravo.
Pierpaolo Annunziata,
2010-01-24 17:13:08
Andromeda
“La vanità si nasconde in forma
di mare, e con i suoi moti d’ira
predetta viene a prendermi.
Ti aspetto. Ti aspetto, mostro di bellezza,
giudice colpevole con mani d’alghe,
unghie di sale, fauci di peccato.
Io non sono nulla, adesso,
spoglia di regno, scarna di orpelli.
Sono figlia povera e umile di nulle pretese,
eppure, eppure
l’invidia delle sorelle degli abissi
non si placa, nè muta in clemenza.
Ti aspetto dunque, in sembianze
di spuma e ruggiti di gorghi,
vieni a ghermire questa mia ombra
nuda, poichè anche il sole ora
cela il suo sguardo; io non alzo
il mio verso una semplice nuvola
che avanza... Perseo, così mi dice
di esser chiamato. Perseo, lo chiamo.
E risponde, con voce chiara e forte
nella lotta e nella speranza; avrà
la mia mano, da prendere per sottrarmi
alla storia e insegnarmi la via delle stelle.”
Pierpaolo Annunziata
Testo pubblicato ai sensi della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni.
Tutti i diritti riservati.
“La vanità si nasconde in forma
di mare, e con i suoi moti d’ira
predetta viene a prendermi.
Ti aspetto. Ti aspetto, mostro di bellezza,
giudice colpevole con mani d’alghe,
unghie di sale, fauci di peccato.
Io non sono nulla, adesso,
spoglia di regno, scarna di orpelli.
Sono figlia povera e umile di nulle pretese,
eppure, eppure
l’invidia delle sorelle degli abissi
non si placa, nè muta in clemenza.
Ti aspetto dunque, in sembianze
di spuma e ruggiti di gorghi,
vieni a ghermire questa mia ombra
nuda, poichè anche il sole ora
cela il suo sguardo; io non alzo
il mio verso una semplice nuvola
che avanza... Perseo, così mi dice
di esser chiamato. Perseo, lo chiamo.
E risponde, con voce chiara e forte
nella lotta e nella speranza; avrà
la mia mano, da prendere per sottrarmi
alla storia e insegnarmi la via delle stelle.”
Pierpaolo Annunziata
Testo pubblicato ai sensi della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni.
Tutti i diritti riservati.
Pierpaolo Annunziata,
2010-01-17 12:33:22
Poesia triste
( non so perchè, stamattina scrivendola mi è venuta fuori così...stati d'animo forse, umore passeggero...)
Non c'è pregio in questa assenza,
vuoto contundente, già. Fa male
non averti qui, ombra e sogno,
desiderio e sorriso. Mi fa male,
lo spazio che è stato tuo e non
ha più riflesso nè forma.
Come il più consumato dei vagabondi,
lascio dolore ad un angolo di via,
e con l'acqua di una fontana
che benedice la mia sete, raccolgo
un fardello di passi e riprendo
il cammino.
( non so perchè, stamattina scrivendola mi è venuta fuori così...stati d'animo forse, umore passeggero...)
Non c'è pregio in questa assenza,
vuoto contundente, già. Fa male
non averti qui, ombra e sogno,
desiderio e sorriso. Mi fa male,
lo spazio che è stato tuo e non
ha più riflesso nè forma.
Come il più consumato dei vagabondi,
lascio dolore ad un angolo di via,
e con l'acqua di una fontana
che benedice la mia sete, raccolgo
un fardello di passi e riprendo
il cammino.
roberto marzano,
2010-01-09 23:11:45
ARTISTI DI CARTAPESTA
Hanno la fantasia
di un bancomat fuori servizio,
puzzano di giacche abbandonate
sulle tristi grucce in fil di ferro
di una lavanderia a gettone,
poveri pallidi pizzoccheri stracotti
appiccicati ad un ginocchio flesso.
Sono molto bravi, e tanto, a calpestare
sulla neve orme nere e chiare
lasciate dagli artisti veri
quelli perlomeno sinceri
che non hanno né il bisogno
né tantomeno la faccia
di appropriarsi di situazioni
che non gli appartengono
come invece loro fanno
dall’alto dell’arroganza dei loro quartieri
densi di telecamere e inferriate.
Cantautori con la “erre arrotolata” fittizia,
esecutori di jazz che di “nero” hanno solo le scarpe,
attori con tante ed ostentate “e” spalancate
come ipermercati le domeniche d’estate,
poeti strappalacrime e “strappa-palle”
cultori indefessi di mari, tramonti e gabbiani
laureati in “Lettere Imbucate Senza Francobollo”
presso l’”Università del Sacro Culo”,
turisti distratti dell’ “Accademia Ci Vuol Coraggio”
diplomati in “Piano e Teoria del Plagio”
al “Conservatorio dello Stracchino Mollo”!
Hanno la creatività di un “bravo soldatino”
per questo hanno bisogno di scippare
i nomi, i gesti, il fascino e la rabbia della cultura popolare …
Le uniche cose che, noi, abbiamo gratis
non ce le possono rubare!!!
Hanno la fantasia
di un bancomat fuori servizio,
puzzano di giacche abbandonate
sulle tristi grucce in fil di ferro
di una lavanderia a gettone,
poveri pallidi pizzoccheri stracotti
appiccicati ad un ginocchio flesso.
Sono molto bravi, e tanto, a calpestare
sulla neve orme nere e chiare
lasciate dagli artisti veri
quelli perlomeno sinceri
che non hanno né il bisogno
né tantomeno la faccia
di appropriarsi di situazioni
che non gli appartengono
come invece loro fanno
dall’alto dell’arroganza dei loro quartieri
densi di telecamere e inferriate.
Cantautori con la “erre arrotolata” fittizia,
esecutori di jazz che di “nero” hanno solo le scarpe,
attori con tante ed ostentate “e” spalancate
come ipermercati le domeniche d’estate,
poeti strappalacrime e “strappa-palle”
cultori indefessi di mari, tramonti e gabbiani
laureati in “Lettere Imbucate Senza Francobollo”
presso l’”Università del Sacro Culo”,
turisti distratti dell’ “Accademia Ci Vuol Coraggio”
diplomati in “Piano e Teoria del Plagio”
al “Conservatorio dello Stracchino Mollo”!
Hanno la creatività di un “bravo soldatino”
per questo hanno bisogno di scippare
i nomi, i gesti, il fascino e la rabbia della cultura popolare …
Le uniche cose che, noi, abbiamo gratis
non ce le possono rubare!!!
Sofia Leone,
2010-01-07 01:41:57
Bene...siamo stati tutti impegnati in questi giorni di festa ma adesso...anno nuovo vita nuova!Da domani ricominciamo a scrivere...coraggio amici miei,non siamo critici,solo amanti della parola e,allora,scrivete tutto ciò che vi passa per la testa!:))))