Mara

Mara

di Maya Matteucci

Quarto indizio del gioco letterario "Il filo di Arianna"


Mara entra in cucina, lascia cadere la borsa sulla poltrona di vimini, la macchina fotografica tra i cuscini, cerca veloce nella borsa morbida e stanca il cavetto della reflex, la collega al computer e lascia che il programma di analisi di immagini inizi a scaricare il lavoro della giornata. Pian piano lo libero… sfoglia il libro tra le dita Mara, l’ha riletto ancora e ancora eppure ogni volta che lo legge qualcosa di nuovo affiora dal gomitolo della memoria. Dalle pagine del libro scivola il referto delle analisi, volteggiando vola a terra, Mara si piega, lo raccoglie, lo incastra di nuovo tra le pagine del libro.

Che scompaia tra le pagine, tra l’oscurità dei doppi nodi, pensa Mara. La ventola del computer si accende, fatica a raffreddare l’attrezzatura, la cucina sembra una serra, il sole batte da mezzogiorno al tramonto sui vetri della portafinestra affacciata sul mare, sembra la cima di un faro pensa Mara.
Si avvicina alla finestra e apre i vetri. Il tramonto invade la stanza con i suoi colori cupi e terrosi, hanno la morbidezza del fango, sono caldi e vivi. Sembra che respirino. Odora di limo questo tramonto, pensa Mara. Come me.

Fischia la teiera, Mara si bagna nella risacca di penombra che ha invaso la cucina. Sceglie il suo tè, sceglie la sua tazza. Il tramonto tentenna ancora, qualche ondata di luce invade la stanza. Si siede al computer, inizia a scorrere le foto ma tiene ancora la mano poggiata sulla copertina del libro. Lo apre all’improvviso e vi affonda il naso. Respira forte e sorride. Mara ha sempre amato l’odore della carta stampata. Sorride mentre l’odore del tè rosso africano si fonde con quello della carta riciclata delle pagine del libro. Mentre scorrono le foto, sullo schermo, compare un messaggio di Elena.
-ciao, ma che fine avevi fatto?
Mara sorride, beve un sorso di tè e aspetta qualche secondo prima di rispondere.
-ehi?
-ciao Ele.
-oh finalmente!
Mara sorride. Ma non risponde.
-ecco, sei sparita di nuovo.
Prova un delizioso filo di sadismo a tenere Elena sulle spine per una manciata di secondi, ma non di più, solo una manciata.
È un filo lungo, quello che le unisce, invisibile ma lunghissimo, passa attraverso il mare attraverso gli anni attraverso il caso e ha un colore verde e azzurro, scintillante, come il mare che le divide illuminato da un sole brillante e da un vento sostenuto che gonfia le onde...

-che hai?
-sono un po’ stanca.
-spara.
-sto bene. non preoccuparti.
-non ci credo.
-fai bene.

Se Mara potesse vedere Elena negli occhi in quel momento forse le direbbe tutto, ma ha paura che le si disfi tra le dita tutta la storia appena inizierà a raccontarla. E poi Mara gli occhi di Elena non li ha mai visti. Non sa come siano, tranne che per qualche foto sullo schermo di un computer. Tra Elena e Mara c’è il mare eppure a volte sembra così vicina Elena che potresti toccarla solo allungando le dita verso quello schermo. Quell’ oscurità di doppi nodi che il libro ha lasciato riaffiorare sale così, come le maree dentro il corpo, così, come la penombra dentro la cucina.
Dal gomitolo, pensa Mara, la cucina è piena di gomitoli di luce e di ombre ore. Gomitoli attorcigliati della memoria. E se tiro un filo che mi sembra sciolto cosa accade? Mara scuote la testa, le fa male la testa, è stanca e ha sonno.
Come un gomitolo, bagnato e annodato. Sono un gomitolo, pensa Mara.
-ho comperato il libro. è bello, avevi ragione. Ma? Mara, dove sei???
-eccomi, scusa. bevevo il mio tè.
-non sparire così.
Mara sorride. Ci sono periodi in cui esistiamo solo perché qualcuno si ricorda che esistiamo. Ed eventi che esistono solo perché continuiamo a ricordarli.
-è un libro pericoloso, Ele. Questo libro è un fiume.
-già. l’ho regalato ad una persona speciale. Spero le piaccia!
-bene… ne sono felice.
-ma tu come stai? non mi piace quando scompari.
-meglio, davvero. certi libri sono meglio delle medicine. c’ho ruminato un po’ sopra ma ora va meglio.
-te ne approfitti perché c’è il pc di mezzo. ruminato?
-ruminato, sì. no, me ne approfitto perché c’è il mare di mezzo e tu nuoti male.
-scema.

Mara ingoia lentamente l’ultimo sorso di tè, freddo ormai, come la ceramica della tazza. Il tramonto ha svolto il suo lavoro anche oggi. Il programma di analisi ha scaricato tutte le foto. Mara dondola sullo sgabello in un improbabile equilibrio di umori e maree.

-ti voglio bene. anche se c’è il mare di mezzo. ma ci vedremo un giorno?
-certo che ci vedremo Ele. starò meglio e verrò a trovarti.


NOTA: Nel testo che hai appena letto ci sono degli indizi per riconoscere il libro misterioso. Se hai scoperto qual è o se vuoi commentare "l'indagine" insieme a noi, scrivi nel Gruppo Il filo di Arianna.

Commenti (4)

Claudia

Oh la e finalmente ce la si fa a scrivere quissù. Buongiorno strega.

Claudia

Oh la e finalmente ce la si fa a scrivere quissù. Buongiorno strega.

Giusy (Scarlett) Teresano

Sempre emozionanti i tuoi scritti, Maya! Vediamo se sarai riuscita a dare un aiuto "alle indagini"! :-)
Oggi, da Feltrinelli, l'ho rivisto... il libro di cui parla Mara, era tra i tascabili con l'etichetta gialla del 25\% di sconto. Mi sono sistemata lì vicino e mi sono goduta tutti i tipi che uno dietro 'altro lo prendevano in mano, leggevano la quarta di copertina, allungavano l'occhio a guardare il prezzo con finta noncuranza e poi lo riponevano alcuni, se lo portavano via altri. Mi sono divertita a guardarli. Il primo era un ragazzo pieno di tatuaggi, con un dragone che spuntava dalla canottiera verde pisellini Findus, il secondo una giacca e cravatta brizzolata. Ma la migliore, in assoluto, è stata la vecchina con la camicetta di lino color carta da zucchero e gli occhiali in punta di naso. Una meraviglia. Mi ricordava la supplente di lettera al liceo. Chissà se tra i passanti, da Feltrinelli, cera anche uno di voi... chissà quante volte avete preso in mano o visto questo libro senza sapere cosa c'è dentro. Ora che il primo indizio è stato svelato dovete solo iniziare la caccia al tesoro!!!
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