Di vento e di nuvole. Marcello Loprencipe

Marcello Loprencipe

Domatore di nuvole e addestratore di sogni

Marzo, si sa, è il mese del vento. Ed oggi il vento di Ponente ha trascinato enormi montagne di nubi dall’orizzonte fino a noi… poi le ha lasciate cadere sulle nostre teste, riempiendoci di pioggia e di grigio fuso. La mia isola muta d’umore e diviene scura come una donna offesa.

Poi il vento torna a soffiare e cielo e mare e la città tutta sbadigliano svegliandosi.
Il vento di oggi mi ricorda un appuntamento sospeso. Scrivo una mail al mio amico Marcello… urge un incontro, dobbiamo discutere di poesia e la poesia, si sa, non può attendere.
Parte la mail e, poco dopo, ecco puntuale la risposta… non ci sono telefonate né chat né incontri di società o all’alimentari sotto casa tra noi. Ma solo lettere e discussioni letterarie di fronte ad un tè o ad una cioccolata. 

Marcello è un lettore onnivoro, ma ha una predilezione per la poesia e i romanzi introspettivi. Ci scambiamo spesso libri e consigli e quando uno dei due scopre un autore sconosciuto scrive all’altro con la stessa foga di un archeologo di fronte alla scoperta della tomba di un faraone egizio.
Marcello è sicuramente lo scrittore più retrò che io conosca, dallo stile poetico limpido e delicato, quasi naif ma incredibilmente coinvolgente.
Mi contattò un giorno di qualche anno fa perché aveva letto delle mie recensioni letterarie, iniziammo a scriverci e dopo molto tempo decidemmo di incontrarci… io cercavo tra la folla un bambino di ottant’anni, lui una strega.
Quando vidi quell’uomo ben vestito, dal corpo atletico e dall’aria decisamente maschia, stentai a credere fosse il poeta che mi scriveva. Quando lui vide quella ragazza minuta, sottile, dall’aria persa tra le nuvole, credo che stentò a riconoscere la strega di cui leggeva recensioni.
Ci tendemmo la mano, ci riconoscemmo e scoppiammo a ridere stemperando l’imbarazzo in un abbraccio. 

Poco tempo dopo lessi e recensii il suo primo libro “Si era alzato il vento” scritto a quattro mani con Annalisa Polucci. Un piccolo delicatissimo capolavoro che nasce da un incontro speciale ed imprevisto, e dall’incredibile e fortuito ritrovamento di lettere e cartoline dimenticate. Di una storia d’amore che torna a scriversi prima di trovare pace...

Marcello è un poeta che scrive in prosa, un domatore di nubi, un addestratore di sogni… e fu proprio così che iniziò a scrivere, da adolescente, dopo essere rimasto a fissare un cielo pieno di nubi. Da allora, quelle nubi e quei venti, non l’hanno mai abbandonato nella ricerca continua di un linguaggio nuovo che come il vento possa attraversare ogni persona. Che con la gentilezza possa plasmare idee ed azioni.
Gli chiedo del suo nuovo libro, sono curiosa, ho avuto l’onore qualche tempo fa, di sbirciare i suoi appunti e mi sono emozionata, mi risponde serio serio che il nuovo libro nasce dall’esigenza di parlare più approfonditamente di nuvole e di sogni.
Mi sembra un’esigenza degna di nota.

E dalla convinzione che i sogni vadano regalati anche a coloro che non conosciamo e che non conosceremo mai, proprio come un lettore.
Gli chiedo a cosa stia lavorando in questi giorni e dopo una brevissima pausa mi risponde semplicemente “sto riempiendo pagine di nuvole… e di sogni, certo”.
Sorrido, non tanto per la sua ovvia risposta, ma per la banalità della mia domanda.
Il Ponente ha ricominciato a soffiare, corro a chiudere le vecchie imposte di legno affacciate sul mare. Anche lui ora riflette le enormi nubi in arrivo. È Marzo, si sa, e Marzo è il mese dei venti.

Isola, 06.03.2012


A cura di Maya Matteucci


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