Ritratto d'Autore: Donatella Di Pietrantonio

30 Aprile 2012 0 Commenti Ritratti d'Autore

Parole fatte di terra parole fatte di acqua

Donatella di Pietrantonio

Intensa ed impetuosa come un fiume d’Abruzzo

È stata una settimana impegnativa. Lunga e stancante. Ma anche di piccole soddisfazioni. Torno alla mia isola con qualche livido eppure con una sensazione di serenità nella pelle. Una sensazione che non percepivo da tempo. Questa notte ha piovuto molto. Ha piovuto violentemente.
Sentivo la pioggia battere sul tetto della soffitta e pensavo alla mia isola inghiottita forse dalla stessa burrasca, e a quando, da bambina aggrappata alla mano di nonno sul balcone affacciato a ponente seguivo lui che mi indicava le trombe marine formarsi e disfarsi all’orizzonte.
E ancor oggi accade qualcosa nella mia testa quando piove così forte. L’odore probabilmente. Deve essere l’odore della pioggia o forse anche il rumore, che mi riportano lì.

Mio nonno mi raccontava storie, mi raccontava di Arsita, del piccolo paesino d’Abruzzo che sua madre lasciò ancora bambina seguendo genitori in cerca di lavoro e fortuna. Ci sono stata in quel paesino, in cerca di loro e dei loro fantasmi, poco meno di un anno fa, dopo aver letto un libro meraviglioso, “Mia madre è un fiume” di Donatella di Pietrantonio.
Ed è trascorso esattamente un anno da quando tornando a casa dal lavoro trovai quel libro sul letto, era arrivato per posta. Il regalo di un amico abruzzese che non vedevo da tempo.
Me ne innamorai fin dalle prime pagine e divorai quell’opera prima con una foga inaudita ed una sensazione di incredibile familiarità. Mi sorpresi di quella piccola coincidenza che rendeva le nostre famiglie inconsapevolmente conterranee. Mi lasciai bagnare da quelle parole… che sono fiume in piena.

Ora torno alla mia isola dopo una settimana impegnativa. Qualche livido sul corpo, qualche livido sull’anima. So che passerà. Anche la burrasca è terminata e il sole si spalma sulla casa e sul giardino affacciati sul mare ancora cupo. Respiro l’aria della mia isola e trovo nella posta di questi giorni una mail di Donatella. Sorrido, mi piace questa donna, mi piace come scrive, mi piace come pensa, direbbe Sciascia che condividiamo gli stessi circuiti mentali.

Ho iniziato a scrivere in terza elementare - scrive Donatella - rispondendo alle mie petulanti domande- cioè quando ho acquisito una minima padronanza della parola scritta. Non c'è un evento particolare alla base di questo "vizio", semplicemente ho trovato in modo del tutto naturale e spontaneo "quella" modalità di espressione del mio mondo interiore...

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