Nuovi Autori: Elvio Calderoni

Nuovi Autori: Elvio Calderoni

Intervista a cura di Francesco Passa


YB: Elvio, a nove mesi dall'esordio...tentiamo un bilancio?
Be', meglio di così non potrebbe andare, è andata in stampa la seconda edizione di "Lasciamisenzafiato" in questi giorni. Ricevo pareri appassionatamente positivi, di lettori coinvolti, di personaggi che ti entrano dentro e non ti abbandonano nemmeno dopo la fine della lettura... per cui c'è di che essere soddisfatti!

YB: Ma facciamo un passo indietro: la scrittura inizia come un sogno e poi diventa realtà....
Sì... all'inizio è un sogno davvero! Anche perché mentre scrivi, non fai che questo, immagini, sogni. Che poi penso sia la ragione principale per cui l'uomo ha bisogno, sia da fruitore che da attore, dell'arte in generale e della letteratura in particolare: il bisogno di sognare. Quando diventa realtà... be'.... è un colpo! Tenere il tuo libro tra le mani, la prima volta, è qualcosa di incancellabile.

YB: Che sensazioni avevi prima durante e dopo la pubblicazione?
Prima: ho atteso molto, sia per scrivere che per pubblicare. Nel senso che ho scritto all'alba dei 40 anni. Prima mi ero cimentato, più volte e per tanti anni, con la scrittura funzionale, sceneggiature per cortometraggi, copioni di commedie brillanti, pezzi di cabaret, qualche racconto. Non mi sentivo maturo per il romanzo. Poi... è scattato qualcosa ed è nato "Lasciamisenzafiato". Anche per l'entrata nella mia vita della casa editrice giusta ho aspettato parecchio: un anno dal primo invio del file e dalle prime spedizioni ( ne approfitto per dire a tutti: evitatele, sono pressoché inutili dispendiose e fanno perdere tempo ed energia, molto meglio il web! ). Le solite proposte a pagamento o acquisto copie, contratti sgrammaticati, editori che fanno dell'editoria il loro secondo o terzo mestiere....

Di vento e di nuvole. Marcello Loprencipe

Marcello Loprencipe

Domatore di nuvole e addestratore di sogni

Marzo, si sa, è il mese del vento. Ed oggi il vento di Ponente ha trascinato enormi montagne di nubi dall’orizzonte fino a noi… poi le ha lasciate cadere sulle nostre teste, riempiendoci di pioggia e di grigio fuso. La mia isola muta d’umore e diviene scura come una donna offesa.

Poi il vento torna a soffiare e cielo e mare e la città tutta sbadigliano svegliandosi.
Il vento di oggi mi ricorda un appuntamento sospeso. Scrivo una mail al mio amico Marcello… urge un incontro, dobbiamo discutere di poesia e la poesia, si sa, non può attendere.
Parte la mail e, poco dopo, ecco puntuale la risposta… non ci sono telefonate né chat né incontri di società o all’alimentari sotto casa tra noi. Ma solo lettere e discussioni letterarie di fronte ad un tè o ad una cioccolata. 

Marcello è un lettore onnivoro, ma ha una predilezione per la poesia e i romanzi introspettivi. Ci scambiamo spesso libri e consigli e quando uno dei due scopre un autore sconosciuto scrive all’altro con la stessa foga di un archeologo di fronte alla scoperta della tomba di un faraone egizio.
Marcello è sicuramente lo scrittore più retrò che io conosca, dallo stile poetico limpido e delicato, quasi naif ma incredibilmente coinvolgente.
Mi contattò un giorno di qualche anno fa perché aveva letto delle mie recensioni letterarie, iniziammo a scriverci e dopo molto tempo decidemmo di incontrarci… io cercavo tra la folla un bambino di ottant’anni, lui una strega.
Quando vidi quell’uomo ben vestito, dal corpo atletico e dall’aria decisamente maschia, stentai a credere fosse il poeta che mi scriveva. Quando lui vide quella ragazza minuta, sottile, dall’aria persa tra le nuvole, credo che stentò a riconoscere la strega di cui leggeva recensioni.
Ci tendemmo la mano, ci riconoscemmo e scoppiammo a ridere stemperando l’imbarazzo in un abbraccio. 

Poco tempo dopo lessi e recensii il suo primo libro “Si era alzato il vento” scritto a quattro mani con Annalisa Polucci. Un piccolo delicatissimo capolavoro che nasce da un incontro speciale ed imprevisto, e dall’incredibile e fortuito ritrovamento di lettere e cartoline dimenticate. Di una storia d’amore che torna a scriversi prima di trovare pace...

Vota la tua preferita di Quattro Righe d'Amore

E' arrivato il gran giorno della premiazione degli autori di Quattro Righe d'Amore, di cui elenchiamo i componimenti che potranno essere da voi votati nel sondaggio.
Avete tempo una settimana per decidere il vincitore, che riceverà un libro in regalo. Lunedì 19 Marzo comunicheremo il suo nome!

Ricordatevi di accedere al sito per votare, altrimenti non visualizzerete il sondaggio attraverso cui esprimere le vostre preferenze. Ogni utente potrà esprimere un solo voto. Che vinca il migliore!

Votate il vostro preferito!


Giuseppina Aragino
Posarti due dita sulla fronte
Nel punto in cui si corruga lo sguardo
e dirti io son qui,
Io ci sono!

Antonella
Ripenso al primo bacio e a quella parola: "aiutami"... Il tuo timore nel fare un salto insieme verso l'ignoto, verso un futuro tutto nuovo. Ci siamo incontrati quasi per caso e, ora, uniti da un legame insolito, ci ritroviamo a dover riorganizzare ciò che sembrava definito nei dettagli, ci troviamo a riscrivere i nostri destini. Cosí é la vita. Sappi che io ci sto. Ti amo.

Areta Fiume 1
Senti? Ascolta, sono le chiome della quercia che al vento della sera bisbigliano. Oppure è la luna innamorata che bisbiglia all'orecchio dell'universo? Senti questo rumore costante, questo tamburo sommesso? È il mio cuore che bisbiglia il tuo nome, come fosse un respiro, all'Amore.

Areta Fiume 2
È Amore quello che vedo scivolare dalla tua ombra alle mie mani, mentre cerco di sfiorare, almeno sfiorare, il muro sul quale si è posata per un attimo prima di svanire? Un tempo tra le mie mani c'erano le tue.

Areta Fiume 3
Oggi è la nostra festa. La festa di chi si ama. Ma ci amiamo noi, piccolo cuore? E anche se ci amassimo perdutamente, ci ritroveremmo una volta smarriti, piccolo cuore? Oppure vaghi saremmo come nuvole? Modellati dal vento, eppure saldi come roccia se ci amassimo.

Sabatino 1
L'amore che non vedi
L'amore rubato
Non cercarlo nella notte
Ma solo nel tuo cuore

Sabatino 2
Scorri come un fiume
Sono travolto dalla tua corrente
Il mio grande amore
mi trascina verso il mare....

laura ruzickova
Il romanzo che ho scritto ha una copertina rossa. Quasi scotta gli occhi. Quasi scotta le dita. Apro il libro. Cerco una pagina bianca. Prendo la penna. Scrivo righe. Scrivo un pensiero per un uomo. Lui mi ha offerto le sue labbra. Le parole spingono, ridono, come bambini incapaci di restare fermi. Vogliono correre da lui.

Roberta
"Sognare un tuo bacio è il pensiero più doloroso elaborato dalla mia mente, così irraggiungibile che nemmeno il mio cuore riesce a capire, potrei parlare per ore ma non ti avrò mai e mi rassegno a viverti nella mia mente in solitudine."

Martina
Riconoscerei i tuoi occhi tra mille
perchè sarebbero gli unici capaci di
stregare la mia anima e
far sorridere il mio cuore...Amore...

Tanya
Se il cuore potesse parlare direbbe le frasi più belle d'amore... ma la mente a volte fredda e calcolatrice, nasconde sempre se ciò esiste, l'amore, evitando quel no da chi si ama, ma sentire quelle parole vere e sincere sarebbe bello, valgono più di mille parole. Un ti amo detto con il cuore e l'anima e mai dette per caso.

Anna Maria Borella
A te che mi hai lasciata "in balia di me stessa" e perché non ho avuto il tempo per dirti quanto eri e quanto sei e sarai importante per me........."a mia mamma".......perche' "mi manca"...........

Messaggi in bottiglia: Giuda baciava da Dio

Giuda baciava da Dio

di Máira Papathanassopoulou

Ieri era uno di quei giorni che venerdì 17 a confronto è un ballo in maschera… anzi, devo dire che io di venerdì 17 ho fatto sempre tante cosine belle: esami, concerti, incontri con amici, partenze… ma le giornate come quelle di ieri le odio.
Quelle in cui tenti di dare una svolta positiva e ti si ritorce contro, quelle in cui anche le persone che dovrebbero conoscerti non ti capiscono e ti fanno sentire sbagliata e ti ritrovi a pensare tristemente “ma vuoi bene proprio a me o a ciò che vorresti che io fossi?”.
Perché a volte fa differenza. A volte spesso.

E non c’è niente di più triste che doversi giustificare con un’amica o con una persona a cui vuoi davvero bene. Proprio come accade ad Eleni. Per fortuna, in giornate così c’è sempre un sorriso in cui inciampi per caso, basta essere disposti a riconoscerlo.

Così, febbricitante e con un attacco di mal di pancia che ricorderò per i prossimi dieci anni, mi ritrovo su un treno freddo e maleodorante per un rientro imprevisto a casa. Se non fosse stato per lei mi sarei trovata a finire, forse, il libro di Saramago, ma chissà se il mal di pancia e la nausea mi avrebbero permesso di apprezzare le sottigliezze delle sue memorie.
Invece, poco prima di salire, lei mi aveva detto sorridendo “devi leggerlo, si legge tutto d’un fiato, ma attenta perché ti ritroverai a ridere da sola e ti prenderanno per matta!”.

Avevo sorriso, incuriosita dal suo entusiasmo, accettando il libro perché cavolo, un libro non si rifiuta mai e pensando che forse, in una serata così, ci stava proprio bene un libro che ti facesse prender per matta.

Non ci conosciamo così bene io e lei. I suoi ricci biondi, i suoi modi gentili, le sue mani che carezzano timide e delicate. Altra generazione lei, quella di mia madre, eppure siamo così simili a volte… le donne intendo.

Perché in fondo in fondo, anche le più indipendenti, le più intelligenti, le più ciniche, prima o poi finiscono per essere almeno una volta nella loro vita solo delle “sciocche donne”. Donne innamorate e pronte a giustificare qualunque cosa nell’oggetto del loro amore cieco. E ci si ritrova così pian piano senza accorgersene a mortificarsi, a spegnersi, finché non vieni mollata o cornificata, come accade alla protagonista, perché “non sei più quella di una volta”. O semplicemente perché è arrivata una più giovane, più vecchia, più bionda, più mora o meno innamorata di te e cieca di te.

Inizia così il libro, dall’implosione di una storia come tante.
E all’improvviso ti chiedi: come ci sono arrivata io qui? I difetti dell’oggetto del tuo amore appaiono all’improvviso visibili ed indigesti, eppure, in fondo in fondo, saresti ancora disposta a…

Eravamo uniti, da diciassette anni, nel sacro vincolo del matrimonio.
Che per me era veramente sacro.
E per lui era veramente un vincolo…

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