Vota la tua preferita di Quattro Righe d'Amore

E' arrivato il gran giorno della premiazione degli autori di Quattro Righe d'Amore, di cui elenchiamo i componimenti che potranno essere da voi votati nel sondaggio.
Avete tempo una settimana per decidere il vincitore, che riceverà un libro in regalo. Lunedì 19 Marzo comunicheremo il suo nome!

Ricordatevi di accedere al sito per votare, altrimenti non visualizzerete il sondaggio attraverso cui esprimere le vostre preferenze. Ogni utente potrà esprimere un solo voto. Che vinca il migliore!

Votate il vostro preferito!


Giuseppina Aragino
Posarti due dita sulla fronte
Nel punto in cui si corruga lo sguardo
e dirti io son qui,
Io ci sono!

Antonella
Ripenso al primo bacio e a quella parola: "aiutami"... Il tuo timore nel fare un salto insieme verso l'ignoto, verso un futuro tutto nuovo. Ci siamo incontrati quasi per caso e, ora, uniti da un legame insolito, ci ritroviamo a dover riorganizzare ciò che sembrava definito nei dettagli, ci troviamo a riscrivere i nostri destini. Cosí é la vita. Sappi che io ci sto. Ti amo.

Areta Fiume 1
Senti? Ascolta, sono le chiome della quercia che al vento della sera bisbigliano. Oppure è la luna innamorata che bisbiglia all'orecchio dell'universo? Senti questo rumore costante, questo tamburo sommesso? È il mio cuore che bisbiglia il tuo nome, come fosse un respiro, all'Amore.

Areta Fiume 2
È Amore quello che vedo scivolare dalla tua ombra alle mie mani, mentre cerco di sfiorare, almeno sfiorare, il muro sul quale si è posata per un attimo prima di svanire? Un tempo tra le mie mani c'erano le tue.

Areta Fiume 3
Oggi è la nostra festa. La festa di chi si ama. Ma ci amiamo noi, piccolo cuore? E anche se ci amassimo perdutamente, ci ritroveremmo una volta smarriti, piccolo cuore? Oppure vaghi saremmo come nuvole? Modellati dal vento, eppure saldi come roccia se ci amassimo.

Sabatino 1
L'amore che non vedi
L'amore rubato
Non cercarlo nella notte
Ma solo nel tuo cuore

Sabatino 2
Scorri come un fiume
Sono travolto dalla tua corrente
Il mio grande amore
mi trascina verso il mare....

laura ruzickova
Il romanzo che ho scritto ha una copertina rossa. Quasi scotta gli occhi. Quasi scotta le dita. Apro il libro. Cerco una pagina bianca. Prendo la penna. Scrivo righe. Scrivo un pensiero per un uomo. Lui mi ha offerto le sue labbra. Le parole spingono, ridono, come bambini incapaci di restare fermi. Vogliono correre da lui.

Roberta
"Sognare un tuo bacio è il pensiero più doloroso elaborato dalla mia mente, così irraggiungibile che nemmeno il mio cuore riesce a capire, potrei parlare per ore ma non ti avrò mai e mi rassegno a viverti nella mia mente in solitudine."

Martina
Riconoscerei i tuoi occhi tra mille
perchè sarebbero gli unici capaci di
stregare la mia anima e
far sorridere il mio cuore...Amore...

Tanya
Se il cuore potesse parlare direbbe le frasi più belle d'amore... ma la mente a volte fredda e calcolatrice, nasconde sempre se ciò esiste, l'amore, evitando quel no da chi si ama, ma sentire quelle parole vere e sincere sarebbe bello, valgono più di mille parole. Un ti amo detto con il cuore e l'anima e mai dette per caso.

Anna Maria Borella
A te che mi hai lasciata "in balia di me stessa" e perché non ho avuto il tempo per dirti quanto eri e quanto sei e sarai importante per me........."a mia mamma".......perche' "mi manca"...........

L’uomo che odora di sabbia

05 Gennaio 2012 1 Commenti Parola all'Autore

Stefano Fazzini, professore, saggista e guida sahariana

Oggi c’è foschia e il mare ha lo stesso colore del cielo, dalla finestra della cucina guardo il grigioperla del mare che sfuma nel cielo senza nemmeno la sottile linea di demarcazione che gli infiammati tramonti di gennaio mi regalano solitamente da questa postazione privilegiata. Qui, dalla mia isola. Ho una tazza di tè fumante speziato ed una mail da rileggere. Ho tempo per rispondere perché il mio amico non tornerà ad essere reperibile prima della fine della settimana… sta “facendo un po’ di sabbia” come ama dire lui. 

Il mio amico non lavora in un cementificio e la sabbia a cui si riferisce è quella sottilissima e rossa del Sahara… il mio amico è una guida sahariana. Spesso ci scambiamo gli scritti e ci usiamo vicendevolmente come correttori di bozze, così so che dovrò aspettare la fine della settimana per risentire la sua voce su skype e per leggere una sua mail.
Il mio amico è uno scrittore atipico, come molti autori contemporanei non si è mai interessato di essere pubblicato perché è troppo impegnato a vivere una vita piena e stimolante.
Vivere per raccontarla” diceva Gabriel Garcia Marquez.

E forse mi rimprovererebbe di averlo definito autore, ma so di non fargli torto definendolo un vero  viaggiatore. Stefano non è mai stato un turista, io credo, anche se non ci conosciamo da tantissimo tempo so bene che un nomade nell’animo non può mai essere un turista e che il suo modo di affrontare un viaggio è molto più simile a quello di un esploratore del secolo scorso che di un uomo moderno. Stefano ha viaggiato molto, lungo molti paralleli e molti meridiani, dalla Siberia all’Africa ed attualmente cammina lungo le piste di sabbia del Sahara, pensa, riflette e scrive...

Caro Babbo Natale, sono un lettore...

23 Dicembre 2011 2 Commenti Parola all'Autore

Caro Babbo Natale

siamo ormai in pieno periodo natalizio, le strade delle nostre città sono piene di gente, di persone alla disperata ricerca di qualcosa da impacchettare e riporre sotto l'albero, come sempre pieno di colori e luci intermittenti. Sembra che sia un Natale come tanti, ma c'è invece qualcosa che lo rende profondamente unico, almeno per noi Italiani.
In tanti passeggiano nelle zone centrali delle città, ma pochi entrano a comprare nei negozi. E' la crisi. La mancanza di fiducia, i conti correnti che si sono assottigliati e che non ci consentono di spendere con la facilità degli anni passati. Io in questo periodo non ho cambiato le mie abitudini, perché, come tutti i Natali, mi sono dedicato alla ricerca di regali di immenso valore, ma di poco costo: ho cercato nelle librerie, ho spulciato gli scaffali alla scoperta di opere che potessero offrire emozioni importanti. Nei libri ci sono mondi, ci sono vite, ci sono passioni e sentimenti che aspettano soltanto di essere rivelati. E questi mondi sono un regalo prezioso.

Quel che rassicura, in una congiuntura economica così difficile, è che questi tesori sono racchiusi non solo in costose e prestigiose edizioni, ma anche  in confezioni meno ricche, come quelle dei formati tascabili, che presentano degnamente la ricchezza del loro contenuto. Nella ricerca del libro giusto, quello più adatto per chi lo riceve, affascina soprattutto l’esperienza sensoriale della visita alle librerie: gironzolare tra i loro corridoi, curiosare in punti nascosti come un archeologo, godersi l'odore dei libri, farsi rapire dagli scaffali che sono come forzieri aperti, con mille e una storia da raccontare. Purtroppo la crisi dell’ultimo anno ha impedito a molti di noi di godere fino in fondo di questo rito. Ho scritto “la crisi” come se fosse un soggetto agente, e tutti ne parliamo come di un’entità che ha vita propria, ma credo che questa sia soltanto la manifestazione ultima di un sistema che tutto fagocita e distrugge in nome di una modernità e di un’economia malata, che non produce gli effetti benefici che promette, nemmeno per noi lettori.

Come sai, io vivo a Firenze, una città dove fortunatamente le persone riempiono le librerie fino all'ora di chiusura, fino ad oltre la mezzanotte; una città nella quale la lettura fa parte del tessuto e della tradizione, ma anche qui sta accadendo, anzi è già accaduto, un fenomeno che ha disturbato  il nostro rito natalizio...

Il molesto amore per la scrittura

23 Novembre 2011 8 Commenti Parola all'Autore

Prefazione della raccolta "Amori molesti"

In un paese che i libri non li compra e nemmeno li legge, ci vuole coraggio a coltivare il più molesto degli amori. Quello per la parola scritta. 

Ci dicono che siamo un popolo di scrittori che non sanno leggere, di imbrattafogli che pretendono a tutti i costi di vedersi pubblicati, di manoscritti che intasano le case editrici, rischiando di non lasciarle libere di pubblicare le storie che vendono. Ci stanno insegnando che il libro è un prodotto. Ci parlano di marketing, di packaging, di campagne promozionali. Si vende la bella copertina, lo scrittore-personaggio, la storia che cavalca l’attualità. Viene quindi da chiedersi con quale coraggio venti, tra uomini e donne, vogliano sfidare le logiche di mercato unendosi in una raccolta di amori molesti. Raccontati in barba a chi vorrebbe ridurre la passione per la scrittura a molesta e ingiustificata velleità. 

Quella che avete tra le mani è una scommessa. Una scommessa contro gli addetti ai lavori che da sempre pretendono di sapere, più e meglio dei diretti interessati, cosa il lettore voglia leggere. Cosa il lettore, questa specie in via di estinzione, cerchi in un libro. Ebbene, il lettore vuole una storia. Vuole che la parola scritta trasudi emozione. Vuole dimenticarsi di se stesso, viaggiare sulle ali della fantasia. Vuole riconoscersi, trovare risposte, formulare nuove domande. Vuole che le parole gli siano guida e suggestione, mai didascalia. 

Vi starete chiedendo come possa esser certa che i venti racconti di questa antologia soddisfino tutte queste richieste. Vi rispondo dicendo che Amori molesti è un esperimento mai tentato prima. La realizzazione di una piccola utopia. Perché questi racconti sono sopravvissuti a un lavoro di scrematura svolto proprio da coloro che, di solito, sono i fruitori finali di scelte altrui: lettori.

Yabooks, questo consesso di sognatori dell’editoria, ha formato delle commissioni che, lavorando in autonomia una dall’altra, hanno selezionato i racconti pervenuti sulla base delle esperienze di lettura dei rispettivi membri. Nessuno degli scrittori ha pagato quote per partecipare alla selezione. Nessuno dei venti selezionati ha pagato costi di pubblicazione. Ogni fase del progetto ha visto protagoniste persone che hanno creduto nell’iniziativa, dedicando tempo ed entusiasmo, senza ricavarne altra ricompensa se non quella di veder pubblicati racconti che meritano di essere letti. Scritti da autori cui non sarebbe bastato saper scrivere (e questi venti sanno scrivere) per trovare uno spazio editoriale...

Silvio Donà: percorsi d'Autore

27 Settembre 2011 5 Commenti Parola all'Autore

Ecco la mia esperienza.
Scrivo da quando ero adolescente. Ho capito presto che era la vera passione della mia vita; siccome, però, sono un tipo concreto e sono nato in una famiglia dalla situazione economica precaria, mi sono preoccupato di procurarmi da vivere in altro modo.
Oggi ho superato i 40, sono sposato, ho due figli, una laurea in legge che dorme in un cassetto (qualcuno la vuole a metà prezzo???) e lavoro nell'ufficio legale di una banca e per scrivere devo strappare il tempo con i denti. Lo faccio soprattutto di notte, grazie a una provvidenziale insonnia. Niente scuole di scrittura creativa. Non per una questione di principio: semplicemente non ho mai avuto soldi da investirci. Per migliorare ho dovuto seguire la via “antica”: scrivere, riscrivere, limare e rivedere. Poi è stato importante il confronto con altri aspiranti scrittori e, soprattutto, cercare di “rubare” il mestiere leggendo moltissimo.

Ho cominciato a mettermi in gioco con i premi letterari per racconti. Ho partecipato a molti concorsi e alcuni li ho vinti. Anche qualcuno di non proprio sconosciuto. In questo modo ho pubblicato una quindicina di racconti in raccolte di autori esordienti o su riviste e giornali. Ma i concorsi per racconti valgono solo come soddisfazione personale; a differenza di quanto succede nei paesi anglosassoni, la pubblicazione di racconti non è l'anticamera della pubblicazione di un libro, visto che da noi i libri di racconti vendono poco e, quindi, sono malvisti dalle case editrici.
Una decina di anni fa, superando la mia inguaribile insicurezza, ho cominciato a mandare i miei romanzi in visione alle case editrici e a partecipare ai concorsi per romanzi...

Ritratto d'Autore: Carlo Menzinger

01 Giugno 2011 1 Commenti Parola all'Autore

Bighellonando qua e là nella rete, quell’universo ricco di esperienze offerte alla conoscenza di tutti e di umanità reali, che qualcuno si ostina a definire mondo virtuale, mi sono ritrovato a discutere di libri in uno di quei social network a ciò dedicati e, in quel contesto ho incontrato lo scrittore Carlo Menzinger, un autore nato e cresciuto nella rete, che ha gentilmente accettato di rispondere alle curiosità dei lettori di Yabooks.

Ecco l'intervista che ho realizzato per voi.
Ivano Mario Boceda

Leggo di te che fin a bambino ti divertivi a scrivere storie a fumetti, da ragazzo hai scritto poesie e racconti e a 25 anni hai pubblicato il tuo primo libro. Ci vuoi raccontare come nonostante questa tu passione per lo scrivere, poi ti sei laureato in Economia e commercio e ti sei ritrovato a lavorare in banca?

Potrà sembrar strano ma l’ho fatto considerando questa la miglior strada per poter continuare a scrivere. Già allora mi era infatti chiaro che con la letteratura non si potesse vivere. Se volevo scrivere, dovevo avere alle spalle un mestiere solido con cui vivere. Salvo che per pochi fortunati, infatti, scrivere romanzi penso vada considerato un hobby, non un lavoro...

Gerda: una pecorella al cioccolato

10 Maggio 2011 1 Commenti Parola all'Autore

gerdaOggi è un grande giorno per Gerda: il primo giorno di scuola! La sua mamma è felice nel vederla allontanare con il suo zainetto ed il fiocchetto bianco che spicca sulla lana nera.
Le pecorelle sono tutte in fila nel grande ovile e aspettano impazienti che il Maestro faccia il loro nome e poter belare: Preeeesente!

Gerda si guarda intorno, e nota che le sue compagne di fila fanno attenzione a non starle troppo attaccate, mentre si ammucchiano strette strette ai lati opposti “Guardate che qui c’è spazio, potete mettervi più comode!” dice loro con un sorriso. “No, grazie” le risponde una pecorella dalla lana candida e bianca come la neve “Non vorrei sporcarmi tutta nel toccarti per sbaglio”
“Scusa, perché dovresti sporcarti?”
“Perché la tua lana è tutta nera e sporca di fango!”
“Ma io non sono sporca di fango! Io sono nata così! La mia mamma dice che quando ero lassù in cielo, mi hanno fatto il bagno con la cioccolata fondente invece che con la cioccolata bianca come tutte le altre!”
“Ma che sciocchezze vai dicendo? Se non sei sporca, allora, non sei una di noi: non vedi anche tu che siamo tutte bianche e solo tu sei nera?”.

Il Maestro chiama all’appello tutte le pecorelle e poi le lascia libere di scoprire l’ovile...

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