L'arte della gioia in un fiore... di zucca!

29 Settembre 2011 0 Commenti Cibo per la mente

L'autunno sta bussando alla nostra porta e, per quanto facciamo resistenza, il mondo intorno a noi ci dice che l'estate è finita. Ma non tutto è perduto e, per un'estate che se ne va con i colori degli ombrelloni e l'azzurro del mare, arriva uno scrigno di profumi e cromie che solo in questo periodo dell'anno possiamo godere: l'odore di terra bagnata, il profumo dei funghi, l'arancione degli agrumi!

E' pensando a questo colore così gioioso che trovo ispirazione per la prima ricetta autunnale. Credo che la natura ci abbia voluto consolare dalla rigidità degli inverni e dai grigi che portano con se, circondandoci di prodotti della terra dalle sfumature così solari che stupisce che possano maturare nelle stagioni fredde: le arance, i mandarini, il melograno, i cachi, le zucche! Proprio ieri, mentre vagavo per il mercato, mi hanno fatto l'occhiolino dalle bancarelle, inebriandomi di profumi che annunciano un nuovo inizio. E su quelle bancarelle ho trovato la mia ispirazione: una zucca tutta curve che ammiccava provocandomi. Ed io... le ho ceduto!

Così nasce questa ricetta, che ho intitolato "L'arte della gioia in un fiore... di zucca", perchè il piatto che vi racconterò è una ricarica di buon umore e perchè mi ha subito riportato in mente un romanzo che ho amato moltissimo: "L'arte della gioia" (appunto), di Goliarda Sapienza. La "ricetta" del libro, come sapete, ve la darò in fondo al post, ma intanto concentriamoci su quella del... risotto!

Dosi per 4 persone:
300 gr. di zucca gialla
300 gr. riso
1 cipolla bianca
brodo vegetale (io lo ottengo bollendo la zucca con un pò di sedano e un dado vegetale)
1/2 bicchiere di vino bianco
1 noce di burro
100 gr. di parmigiano
olio EVO

Lavate, sbucciate e tagliate a dadini la zucca, privata dei semi. Mettetela in una pentola con dell'acqua, mezzo gambo di sedano e un dado vegetale, e fatela cuocere finchè non si ammorbidisce. Sminuzzate la cipolla al coltello e ponetela in una casseruola con un giro d'olio EVO e una noce di burro: non utilizzate un fuoco troppo alto, perchè la cipolla deve imbiondire, rilasciare il suo sapore, ma non bruciare. Una volta che sarà appassita, versate il riso e lasciare tostare per pochi minuti, mescolando bene. Unite il vino bianco e lasciate evaporare...

Falafel dei Mille splendidi soli

21 Settembre 2011 2 Commenti Cibo per la mente

Il Mediterraneo è fonte d'ispirazione di tante preparazioni della mia cucina. Sono nata e cresciuta in Sicilia, cugina stretta della colorata terra d'Africa e dell'affascinante Medio Oriente, e trovo sempre sorprendente notare come noi Siciliani condividiamo "ingredienti" con i nostri vicini, elementi che appartengono alla cucina, ma anche alla cultura dei nostri popoli.

Il senso dell'accoglienza, dell'ospitalità è uno di questi ed è radicato nel profondo delle nostre culture.
Imprescindibile come un dogma di fede.
Forse è proprio questo senso di comunanza che mi fa sentire sempre un pò a casa quando preparo pietanze "mediterranee", mutuate dai nostri amici a Sud / Sud-Est!
 
Ieri mi sono ritrovata "a casa" nel preparare i Falafel con crema di melanzane e, mentre mescolavo gli ingredienti, mi è tornato in mente un romanzo che ho amato e che voglio condividere con voi. Come si fa solitamente con un vino DOC, mi piacerebbe quindi accompagnare questo piatto con un ottimo "libro d'annata", visto che questo blog nasce con l'intento di associare un testo ad ogni pietanza: cibo per il corpo e per la mente. Il titolo del libro lo potete leggere in fondo al post, ma prima "assaggiate" le pietanze...
 
I Falafel sono un piatto della tradizione araba: sono polpette a base di ceci o fave, aromatizzate alla maniera del Sud e dell'Est del mondo, cioè con tantissimi meravigliosi aromi.

Eccovi la ricetta
Per 4 persone:
300 gr di ceci (o fave)
2 spicchi d'aglio
1 cipolla
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 mazzetto abbondante di prezzemolo
1 pizzico di pepe nero
Sale
Olio di semi per la frittura
Mettete a mollo nell'acqua i ceci o le fave secche per 24 ore. Io ho usato i ceci. Passato il tempo di ammollo, scolateli, asciugateli bene e metteteli nel mixer.

Dovete tritarli crudi! So che può sembrare strano, ma è il segreto per non farli disciogliere nell'olio di cottura. Io ovviamente, da San Tommasa qual sono ho fatto anche una prova con i ceci lessati, che si è rivelata un fallimento. Ma, si sa, la cucina è sperimentazione e scoperta! ;-)
Tornando alla ricetta...
 
Unite al composto ottenuto tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Deve essere liscio e asciutto. Se non avete scolato bene i ceci e il composto risulta liquido, aggiungete farina quanto basta. Mettetelo quindi in frigo a riposare per un'ora, perché deve compattarsi bene.
Passato il tempo di posa, ricavate delle palline grandi quanto una noce e un pò schiacciate. Friggetele nell'olio di semi e servite calde!
 
Io li ho accompagnati con una crema di melanzane...

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